mp3 download
Don't miss

Normativa italiana e leggi per aprire un Bed and Breakfast

By on maggio 27, 2013
come aprire un bed and breakfast

Le leggi sui bed and breakfast variano da regione a regione, ma tutte si rifanno alla legge quadro nazionale sul turismo: Legge 29 marzo 2001, n. 135 – “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001.

Il bed and breakfast è un modo di offrire ospitalità a pagamento ai turisti in abitazioni private. Normalmente l’ospitalità viene offerta nell’abitazione in cui si risiede e prevede pernottamento e prima colazione. La disciplina di questa tipologia di servizio è regolata dalla Legge quadro sul turismo n°135 del 2001 che predispone delle regole generali valide per tutto il territorio nazionale. Il numero di camere, di posti letto e i giorni di chiusura cambiano da regione a regione per cui bisogna rifarsi alle leggi regionali di riferimento che potete trovare nel sito. Le principali regole prevedono che il numero delle camere messe a disposizione non superino un certo numero (di solito tre, ma in alcune regioni se ne possono offrire quattro o più) e anche i posti letto sono stabiliti dalla legge (massimo sei, ma alcune regioni non prevedono limiti). Anche le superfici delle camere sono disposte dalle leggi regionali. Vanno rispettati requisiti igienico-sanitari e bisogna essere in possesso del certificato di abitabilità e di conformità di tutti gli impianti alle norme vigenti in materia. Per quanto riguarda la gestione del servizio sono previste delle regole che impongono il cambio biancheria almeno una volta la settimana e ad ogni cambio ospite; i locali devono essere regolarmente puliti almeno due volte la settimana e ad ogni cambio ospite; la colazione può essere servita offrendo solo cibi preconfezionati e riscaldati ma non manipolati dal gestore (per cui, di solito, il menù consiste di pane, fette biscottate, brioche, marmellata, confettura, burro, latte, caffè, succo d’arancia).

Va inoltre rilevato che l’attività dei bed and breakfast non può essere subordinata alle autorizzazioni dell’assemblea di condominio.

I B&B in Italia sono regolati da leggi regionali, e tutte le regioni hanno legiferato in tale materia. Una delle caratteristiche comuni è che si tratti di attività a conduzione familiare, condotte cioè da privati all’interno della propria abitazione e dimora, il luogo cioè in cui si vive abitualmente. Il numero massimo di stanze e posti letto adibite al servizio varia a seconda della legge regionale, in genere c’è un limite di 3 stanze e 6 posti letto, ma alcune regioni ne consentono di più. La colazione fornita deve essere composta di cibi preconfezionati (i B&B, infatti, non sono autorizzati a preparare, manipolare e servire alimenti, salvo diverse disposizioni regionali).

A seconda dell’arredo, dell’ubicazione, della presenza o meno del bagno in camera, dei servizi offerti (cambio lenzuola, pulizia, TV o altri apparecchi elettronici in stanza, tipologia di colazione, ecc.), i B&B vengono in talune province classificati dalle Aziende Provinciali per il Turismo (APT) o da apposite commissioni comunali. Sono comunque ancora poche le regioni nelle quali avviene una classificazione, spesso non gradita dai gestori stessi che vedono in tal modo vanificare le peculiarità di ciascun B&B a favore di una standardizzazione del servizio offerto. Alcune Associazioni classificano i B&B ma tali classificazioni non hanno alcuna validità a livello nazionale o internazionale, sono semplici criteri atti ad assicurare la esistenza di determinati accessori o servizi all’interno di una struttura.

Normalmente per aprire un B&B è sufficiente comunicare l’inizio dell’attività e i relativi prezzi presso l’ufficio turistico del comune o presso l’APT. Dal punto di vista fiscale, (secondo la risoluzione del Ministero delle Finanze n. 155 del 13/10/2000), non è necessario aprire la partita IVA in quanto l’attività di B&B deve essere esercitata in modo saltuario, ed è sufficiente il codice fiscale del titolare da apporsi anche sulla ricevuta (non fiscale) che è obbligatorio rilasciare al momento del pagamento. Per importi superiori agli euro 77,47 è inoltre obbligatorio porre sulla ricevuta una marca da bollo da euro 1,81 che generalmente viene fatta pagare al cliente (l’obbligo della apposizione è però carico del gestore).

Trattandosi per legge di attività saltuaria, è inoltre obbligatoria la chiusura per almeno 3 mesi l’anno (stando alle nuove leggi si dovrebbe passare a 2 mesi entro breve, cfr. nuovo regolamento regione Lazio), e non sono consentiti soggiorni per più di 30 giorni consecutivi.